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di José Piñera (International Center for
Pension Reform) - 
- [traduzione eseguita da Giampietro Lea - Istituto
Venezie]
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feriti gravemente in servizio, che desiderino intraprendere
corsi di studio universitario.
Un ringraziamento speciale a questi individui in uniforme
che ogni giorno rischiano la vita per proteggere la nostra
società civile dalla criminalità.
Uno spettro si aggira per il mondo. È lo spettro della
bancarotta dei sistemi pensionistici amministrati dallo stato.
Il sistema paga-come-vai [pay-as-you-go] che ha regnato supremo
per la maggior parte del 20° secolo ha una pecca fondamentale:
tale sistema distrugge, a livello individuale, il collegamento
tra contributi e benefici - in altre parole, tra sforzo e
ricompensa. Ogniqualvolta ciò accade su grande scala
e per un lungo periodo di tempo, il risultato finale è
il disastro.
Due fattori esterni al sistema aggravano le conseguenze di
questa pecca: la tendenza demografica a livello mondiale verso
una diminuzione dei tassi di natalità ed i progressi
nella scienza medica risultanti in un allungamento della vita
umana. Come conseguenza di ciò, un numero minore di
lavoratori deve sostenere un numero sempre più crescente
di pensionati. Siccome un aumento delle ritenute sullo stipendio
ha come conseguenza la disoccupazione, presto o tardi i benefici
promessi dovranno essere ridotti, segno rivelatore di un sistema
in bancarotta. Che i benefici vengano ridotti per mezzo dell'inflazione,
come succede nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo,
oppure per mezzo di legislazione, il risultato è lo
stesso: viene a crearsi il timore della vecchiaia a causa,
paradossalmente, dell'insicurezza inerente ad un sistema di
"previdenza sociale" senza fondi.
In Cile, la Riforma delle Pensioni del 4 Novembre 1980 introdusse
un'innovazione rivoluzionaria. La Riforma diede a ciascun
lavoratore la possibilità di poter scegliere di staccarsi
completamente dal sistema pensionistico amministrato dallo
stato e di versare invece la precedente ritenuta sullo stipendio
(10% della paga) su un conto pensionistico personale (CPP)
amministrato da enti privati. Siccome il 95% dei lavoratori
scelse il sistema CPP, il risultato finale fu una "privatizzazione
dal basso" del sistema pensionistico Cileno.
A distanza di 26 anni, questa Riforma omnicomprensiva ha
cambiato drammaticamente l'economia e la società Cilene.
Sei milioni di lavoratori (95% della forza lavoro) possiedono
un CPP ed essi non dipenderanno assolutamente dallo stato
per la loro pensione, a meno che non siano molto poveri.
In questi 26 anni, l'interesse medio annuale dei CPP è
stato circa del 10% al disopra del tasso d'inflazione. I benefici
pensionistici nel sistema CPP sono già dal 50 al 100
per cento più alti - a seconda che riguardino vecchiaia,
invalidità o benefici per familiari superstiti - di
quanto essi fossero stati nel sistema paga-come-vai. Le risorse
accumulate nei CPP dei lavoratori e le riserve (per le rendite
vitalizie annue) possedute dalle compagnie di assicurazioni
ammontano a 93 miliardi di dollari, ovvero circa l' 80% del
Prodotto Interno Lordo (PIL) del Cile. Avendo aumentato i
risparmi e migliorato il funzionamento di entrambi i mercati
del capitale e del lavoro questa Riforma ha rappresentato,
una volta raggiunta la maturità, il singolo più
importante cambiamento strutturale tra quelli che hanno contribuito
al raddoppiamento del tasso di crescita economica (nel periodo
1985-1997, il tasso storico annuo di crescita economica è
passato dal 3% al 7,2%).
Come Funziona
Nel nuovo sistema pensionistico Cileno, i benefici pensionistici
di un lavoratore sono determinati dall'ammontare di denaro
che costui accumula nel proprio CPP durante i suoi anni lavorativi.
Né il lavoratore né il datore di lavoro pagano
alcuna trattenuta sullo stipendio. E non succede neppure che
il lavoratore riceva benefici sovvenzionati dallo stato (a
meno che egli non abbia i requisiti necessari per ricevere
la pensione minima).
Invece, ciascun mese il 10% del suo salario proveniente dalla
precedente trattenuta sullo stipendio viene depositato dal
datore di lavoro, esente da tasse, sul suo CPP.1 L'aliquota
del 10% venne calcolata presupponendo per un CPP un interesse
reale medio del 4% durante un'intera vita lavorativa, in modo
tale che il tipico lavoratore abbia abbastanza denaro nel
proprio conto per poter finanziare un beneficio pensionistico
pari ad approssimativamente il 70% del suo stipendio finale.
Un lavoratore può contribuire ogni mese fino ad un
ulteriore 10% del proprio stipendio, come forma di risparmio
volontario, detraibile pure questo dal reddito imponibile.
L'interesse percepito da un CPP è esente da tasse.
Una volta in pensione, sui fondi che vengono prelevati, vengono
pagate le tasse in base alle aliquote d'imposta sul reddito
in vigore in quel momento.
Un lavoratore può scegliere una qualsiasi delle compagnie
di fondi pensionistici private (chiamate Administradoras de
Fondos de Pensiones, ossia AFP) per amministrare il proprio
CPP. Un provvedimento fondamentale è la completa libertà
d'accesso al settore industriale AFP, sia per le compagnie
locali che per quelle straniere (le compagnie straniere possono
possedere fino al 100% di una AFP) in modo d'assicurarsi esista
competizione e beneficiare quindi i lavoratori. Queste compagnie
non possono impegnarsi in alcuna altra attività e sono
soggette a rigorosi controlli da parte di una entità
statale, la Sovrintendenza alle AFP, che fu creata allo scopo
di fornire una sorveglianza altamente specializzata atta a
prevenire furti o frodi.(2)
Ciascuna AFP gestisce cinque fondi d'investimento, aventi
un diverso rapporto obbligazioni-azioni (lo schema originario
permetteva un solo fondo per ciascuna AFP). Mentre i lavoratori
più anziani hanno l'obbligo di possedere fondi aventi
un'alta percentuale d'investimento in titoli a rendimento
fisso, i lavoratori giovani possono avere una percentuale
molto più alta dei propri fondi investita in azioni.
Le decisioni su come investire vengono prese dalla AFP, tuttavia
il lavoratore può scegliere sia la AFP che, entro certi
limiti, il fondo di sua preferenza. La legge stabilisce soltanto
dei limiti percentuali massimi sia sul tipo specifico di strumenti
finanziari che sulla composizione d'insieme del portafoglio
d'investimenti; e lo spirito della riforma è tale che,
come le società AFP acquisiscono esperienza ed i mercati
del capitale migliorano il loro funzionamento, questi provvedimenti
dovranno essere progressivamente ridotti. Non esiste alcun
obbligo ad investire in titoli di stato od in qualsiasi altra
specifica obbligazione privata o di stato. Dal punto di vista
legale, le società AFP ed i fondi d'investimento sono
entità separate. Pertanto, dovesse una AFP fallire,
ciò non avrà alcuna ripercussione sui beni dei
fondi - in altre parole, sugli investimenti dei lavoratori
- e saranno soltanto gli azionisti della AFP a perdere il
proprio capitale.
I lavoratori hanno la libertà di trasferirsi da una
società AFP ad un'altra, e da un fondo ad un altro.
Le società competono quindi tra di loro al fine di
fornire un maggior rendimento sul capitale investito, oppure
un miglior servizio clienti, oppure una tariffa inferiore.
Ciascun lavoratore riceve un libretto CPP (da utilizzarsi
se costui vuole visitare la propria AFP allo scopo di aggiornare
il saldo del conto) ed ogni tre mesi egli riceve per posta
un resoconto che lo informa di quanto denaro è stato
accumulato nel suo conto pensionistico e di come si è
comportato il suo fondo d'investimento. Il conto è
intestato personalmente al lavoratore, è di sua proprietà,
e verrà utilizzato per pagare la sua pensione di vecchiaia
(con una clausola in merito ai tradizionali benefici pensionistici
per familiari superstiti).
Com'è da aspettarsi, le preferenze individuali per
quanto riguarda la vecchiaia differiscono da persona a persona
come per qualsiasi altra preferenza. Alcuni individui vogliono
continuare a lavorare per tutta la vita; altri non vedono
l'ora di smettere di lavorare per dedicarsi alle loro vere
aspirazioni o svaghi preferiti. Il sistema paga-come-vai non
permette che tali preferenze vengano esaudite, eccetto nei
casi in cui potenti gruppi di elettori esercitano pressioni
collettive per avere, ad esempio, un'età di pensionamento
anticipata. È un sistema del tipo "taglia-unica-per-tutti"
che può esigere il pagamento di un alto prezzo in termini
di felicità umana.
Il sistema CPP, d'altro canto, permette che le preferenze
individuali possano essere trasformate in decisioni individuali
che produrranno il risultato desiderato. Nelle filiali di
molte AFP ci sono dei terminali elettronici di semplice utilizzo
sui quali un lavoratore può calcolare il valore previsto
dei propri benefici pensionistici futuri, in base al denaro
presente nel suo conto, alla lunghezza di vita prevista per
il suo gruppo d'età, e all'anno in cui egli desidera
andare in pensione. In alternativa, il lavoratore può
specificare il beneficio pensionistico che egli desidera ricevere
e calcolare la quantità ulteriore di denaro che egli
deve depositare ogni mese se desidera andare in pensione ad
una certa età. Ottenuta la risposta, egli chiede semplicemente
al proprio datore di lavoro di prelevare dal suo stipendio
la nuova percentuale. Naturalmente, al trascorrere del tempo,
egli può variare tale figura a seconda del rendimento
effettivo del suo fondo pensionistico o di altre variabili
pertinenti (ad esempio, aumento di lunghezza media della vita).
A tutti i lavoratori, che essi fossero impiegati da aziende
private o dallo stato, venne data la possibilità di
scegliere di staccarsi dal sistema paga-come-vai.3 I lavoratori
in proprio non hanno l'obbligo di partecipare al sistema CPP
dato che costoro non facevano parte del sistema paga-come-vai,
ciò a causa delle difficoltà pratiche di far
rispettare in una nazione come il Cile qualsiasi sistema obbligatorio
per individui lavoranti in proprio. Ma la riforma pensionistica
permette loro di entrare nel sistema CPP se lo desiderano,
creando quindi un incentivo per coloro che lavorano in nero
(lavoratori informali) ad entrare nell'economia formale.
Lo stato garantisce una "rete di sicurezza". Un
lavoratore che abbia contribuito per almeno 20 anni ma i cui
benefici pensionistici, al momento in cui egli raggiunge l'età
pensionabile, siano al di sotto di ciò che la legge
definisce come "pensione minima" ha diritto a ricevere
quel livello di beneficio da generiche entrate finanziarie
statali una volta che il suo CPP si sia esaurito. Esiste un
secondo livello della "rete di sicurezza" per coloro
che non hanno 20 anni di contributi; costoro riceveranno benefici
pensionistici, di tipo assistenza sociale, ad un livello inferiore.
Un aspetto chiave della riforma consistette nel cambiare
il significato del termine "andare in pensione".
L'età legale di pensionamento è di 65 anni per
gli uomini e di 60 anni per le donne (queste erano le età
nel precedente sistema paga-come-vai e non furono poste in
discussione o variate durante il processo di riforma dato
che non costituivano una caratteristica fondamentale del sistema
CPP). Tuttavia nel sistema CPP, i lavoratori aventi nel proprio
conto risparmi sufficienti ad acquistare una "rendita
annua ragionevole" (definita come il 50% dello stipendio
medio dei precedenti 10 anni, e a condizione che essa sia
superiore alla "pensione minima") possono smettere
di lavorare, cominciare a prelevare il proprio denaro, e smettere
di versare contributi nel proprio conto. Naturalmente, un
lavoratore può continuare a lavorare anche dopo aver
cominciato a prelevare il proprio denaro. Per poter esser
presi in considerazione per il sussidio statale che garantisce
una pensione minima, i lavoratori devono raggiungere l'età
legale di pensionamento. Tuttavia, non esiste affatto alcun
obbligo di smettere di lavorare, qualunque sia l'età,
e non esiste neppure l'obbligo di continuare a lavorare o
di continuare a versare contributi per i benefici pensionistici
una volta che un individuo si sia accertato poter ricevere
un beneficio pensionistico "ragionevole" come descritto
sopra.
Al momento del pensionamento, un lavoratore può scegliere
tra tre opzioni di pagamento. Nel primo caso, il pensionato
può utilizzare il capitale nel proprio CPP per acquistare
una rendita annua da una qualunque compagnia privata di assicurazioni
sulla vita. Questa rendita deve garantire un reddito mensile
costante per tutta la vita dell'individuo, reddito collegato
al tasso di inflazione (sul mercato finanziario Cileno sono
disponibili titoli indicizzati in modo tale che queste compagnie
possano investire in modo appropriato), più benefici
"per-superstiti" per i familiari a carico del lavoratore
(moglie ed orfani sotto l'età dei 21 anni). Seconda
opzione, il pensionato può lasciare il proprio denaro
nel CPP ed effettuare dei prelievi prestabiliti, prelievi
soggetti a limiti basati sulla lunghezza di vita prevista
del pensionato e dei suoi familiari a carico; con questa opzione,
se egli muore, il denaro rimanente nel suo conto forma parte
della sua eredità e potrà essere consegnato
ai suoi eredi esente praticamente da tasse. In entrambi i
casi, egli può prelevare in blocco unico il capitale
eccedente quello necessario per ottenere una rendita annua
o per effettuare i prelievi prestabiliti pari al 70% del suo
ultimo stipendio. E terza opzione, egli può scegliere
qualunque combinazione egli desideri delle precedenti due
opzioni.
Il sistema CPP risolve il problema tipico dei sistemi paga-come-vai
per quanto riguarda la questione demografica del mercato del
lavoro: in una popolazione che invecchia il numero di lavoratori
per ciascun pensionato è in diminuzione. Col sistema
CPP, la popolazione lavorativa non paga tasse per finanziare
la popolazione in pensione. Pertanto, a differenza del sistema
paga-come-vai, viene ad evitarsi una situazione di potenziale
conflitto intergenerazionale ed una eventuale bancarotta.
Il problema che molte nazioni si trovano a fronteggiare -
una previdenza sociale statale con immensi debiti e senza
copertura finanziaria - non esiste col sistema CPP.
A differenza dei sistemi pensionistici aziendali i quali
solitamente impongono dei costi a quei lavoratori che lasciano
l'azienda prima di un prestabilito numero di anni e che a
volte hanno come conseguenza la perdita del fondo pensionistico
dei lavoratori - privando così i lavoratori sia del
loro lavoro che dei loro diritti pensionistici (come nel caso
malfamato dell'azienda Enron negli Stati Uniti) - il sistema
CPP è completamente indipendente dall'azienda che impiega
il lavoratore. Siccome il CPP è legato al lavoratore,
e non all'azienda, il conto è completamente trasportabile.
Dato che i fondi pensionistici devono essere investiti in
strumenti finanziari commerciabili, il CPP possiede un valore
quantificabile giornalmente ed è pertanto facilmente
trasferibile da una AFP ad un'altra. Il problema di "incatenamento
ad un lavoro" ["job lock"] viene interamente
evitato. Siccome aiuta la mobilità del lavoro, il sistema
CPP aumenta la flessibilità del mercato del lavoro.
E non fornisce sussidi e neppure penalizza gli immigrati dato
che costoro ricevono quanto hanno contribuito, anche se ritornano
in patria. Come i sistemi CPP si spargono per il mondo, io
ho una visione di una portabilità anche tra le nazioni,
cosa che sarà d'aiuto a quegli individui che si muovono
maggiormente tra nazione e nazione (ad esempio, professionisti
oppure immigrati non assimilati).
Un sistema CPP può anche accettare stili di lavoro
flessibili. Infatti, alcune persone decidono di lavorare solo
poche ore al giorno oppure di interrompere la propria vita
lavorativa - specialmente donne e giovani. Nei sistemi paga-come-vai,
queste decisioni creano il problema del dover colmare le interruzioni
nei contributi versati ed, in alcuni casi, possono comportare
la perdita di qualunque diritto ad un beneficio pensionistico,
pur avendo contribuito per anni al sistema. In un sistema
CPP ciò non accade dato che versamenti "a singhiozzo"
non intaccano il diritto di ricevere indietro la totalità
dei propri contributi (più l'interesse maturato).
La Transizione
Nei paesi che hanno già un sistema paga-come-vai, una
sfida cruciale consiste nel progettare e nel realizzare la
transizione verso il sistema CPP. In Cile noi stabilimmo tre
regole fondamentali in merito alla linea di condotta da seguirsi:
1. Il governo garantì a coloro che stavano già
ricevendo un assegno di previdenza sociale che i loro benefici
non sarebbero stati toccati dalla riforma. Il non mantenere
le promesse fatte non sarebbe corretto verso le persone anziane.
Utilizzai le seguenti parole per esprimere questa regola fondamentale:
"Nessuno porterà via l'assegno della pensione
a vostra nonna".
2. A ciascun lavoratore venne offerta la scelta di rimanere
nel sistema paga-come-vai oppure di trasferirsi al nuovo sistema
CPP. Coloro che scelsero di staccarsi dal precedente sistema
ricevettero un "buono di credito" che fu depositato
nei loro nuovi CPP. Quel buono era collegato al tasso d'inflazione
e godeva di un tasso d'interesse reale del 4%. Esso era in
pratica un Buono del Tesoro senza cedole e raggiungente la
maturità nel momento in cui il lavoratore raggiunge
l'età legale di pensionamento. I buoni possono essere
rivenduti sui mercati finanziari secondari, in modo tale da
permettere al lavoratore di utilizzarli per ammassare il capitale
necessario ad un pensionamento anticipato. Il buono venne
calcolato in maniera tale da rispecchiare i contributi che
il lavoratore aveva già versato nel sistema paga-come-vai.
La formula esatta era contenuta nella legge e venne spiegata
alla gente nei minimi dettagli ed in termini semplici. Pertanto,
un lavoratore che avesse pagato per anni i contributi di previdenza
sociale non doveva cominciare da zero quando si trasferiva
al sistema CPP.
3. A tutti coloro che entravano nel mercato del lavoro per
la prima volta venne imposta l'iscrizione al sistema CPP.
Quest'obbligo garantì che il sistema paga-come-vai
sarebbe stato completamente terminato non appena l'ultimo
lavoratore appartenente ad esso avesse raggiunto l'età
della pensione. Da quel momento, lo stato dovrà pagare
benefici ai pensionati del vecchio sistema solo per un periodo
di tempo limitato.
Per dare pari opportunità di creare una AFP a tutti
coloro che ne fossero stati interessati, la legge stabilì
un periodo di sei mesi durante il quale nessuna AFP poteva
iniziare le attività (neppure farsi pubblicità).
Pertanto, il settore industriale delle AFP è unico
dato che esso ebbe un ben distinto giorno di concezione (4
Novembre 1980) ed un ben distinto giorno di nascita (1 Maggio
1981). Da notare che in questo modo trasformammo il Primo
di Maggio in un giornata che celebrasse un'acquisizione di
potere da parte dei lavoratori per mezzo della possibilità
di scelta della previdenza sociale.
In parallelo con la creazione del nuovo sistema, vennero
ridefiniti tutti gli stipendi in modo tale da includere nello
stipendio lordo la maggior parte del contributo del datore
di lavoro al vecchio sistema pensionistico. (La rimanenza
del contributo del datore di lavoro venne trasformata in tassa
transitoria sull'utilizzo del lavoro, in modo da aiutare a
finanziare la transizione; come stabilito nella legge sulla
riforma pensionistica, tale tassa venne gradualmente estinta
facendo diminuire così per il datore di lavoro il costo
di assumere un lavoratore). Il contributo del lavoratore venne
poi detratto da questo stipendio lordo aumentato. Siccome
il contributo totale era minore nel nuovo sistema che in quello
vecchio, per i lavoratori che si trasferirono al nuovo sistema
lo stipendio netto aumentò di circa il 5 percento.
In questo modo, ponemmo fine alla finzione che sia il datore
di lavoro che il lavoratore stesso contribuiscono alla previdenza
sociale, stratagemma che permette la manipolazione politica
di tali aliquote. Dal punto di vista economico, tutti i contributi
sono alla fin fine pagati dal lavoratore, dato che il datore
di lavoro prende in considerazione tutti i costi inerenti
al lavoratore - siano essi chiamati salario o contributi di
previdenza sociale - nel prendere una decisione in merito
ad assunzione e paga. Pertanto, dando al contributo del datore
di lavoro un nome diverso ed includendolo nello stipendio
lordo, la nostra riforma rese evidente - senza ridurre lo
stipendio che il lavoratore portava a casa - che tutti i contributi
sono alla fin fine pagati dal lavoratore. Naturalmente, il
livello dei salari verrà poi determinato dall'interazione
delle forze di mercato.
Il finanziamento della transizione è una questione
tecnica complessa che affrontammo con successo senza aumentare
le tasse, e che ciascuna nazione deve risolvere a seconda
delle proprie circostanze. La questione fondamentale da comprendere
a questo riguardo è che, contrariamente ad una credenza
molto diffusa, non esiste alcun costo "economico"
di transizione; questo perché non c'è alcuna
spesa sul Prodotto Nazionale Lordo causata da questa riforma
(è vero anzi l'opposto). Come affrontare il costo statale
di transizione riguardante il "flusso di cassa",
posto in essere non da questa riforma bensì dal fatto
che esiste un enorme onere - mancante di copertura finanziaria
- causato dal sistema paga-come-vai, è una questione
completamente diversa e pertinente.
Uno studio della Banca Mondiale ha stimato che, nel 1980,
il debito contenuto implicitamente nel sistema paga-come-vai
Cileno fosse intorno a 80% del Prodotto Interno Lordo. Come
menzionato da quello studio, "il Cile è la
dimostrazione che un paese con un sistema bancario moderatamente
competitivo, un mercato finanziario dei crediti ben funzionante,
ed un livello di stabilità macro-economica moderatamente
buono, può finanziare grossi disavanzi di transizione
senza che si verifichino forti ripercussioni sui tassi d'interesse".(4)
Utilizzammo cinque "fonti" per finanziare i costi
fiscali connessi col cambiamento al sistema CPP:
1. Utilizzando obbligazioni, il costo di transizione venne
sostenuto in parte dalle generazioni future. In Cile, grosso
modo il 40% del costo è stato finanziato attraverso
l'emissione di titoli di stato a tassi d'interesse di mercato.
Questi titoli sono stati acquistati principalmente dalle AFP
come parte del loro portafoglio di investimenti, e questo
"debito ponte" verrà completamente estinto
nel momento in cui i beneficiari del vecchio sistema non saranno
più tra noi (tale evento sarà fonte di dispiacere
per le loro famiglie ed amici ma, senza dubbio, fonte di sollievo
per i futuri ministri del tesoro).
2. Dato che in un sistema basato sui contributi versati, come
il sistema CPP, la proporzione di risparmio necessaria a finanziare
un livello di benefici pensionistici adeguato era inferiore
alle trattenute sullo stipendio esistenti, una parte della
differenza tra questi due importi venne utilizzata come temporanea
"tassa di transizione" (che fu gradualmente ridotta
a zero, facendo diminuire il costo di assunzione di un lavoratore
e portando ad una crescita dell'occupazione).
3. Nel bilancio di uno stato ci sono sia oneri - come la previdenza
sociale e gli obblighi sanitari - che imprese possedute dallo
stato, terreni, ed altri tipi di beni. Siccome a quel tempo
stavamo anche privatizzando i beni posseduti dallo stato,
specialmente aziende, questo fu un modo per finanziare la
transizione che produsse svariati ulteriori benefici, come
per esempio un aumento dell'efficienza, la depoliticizzazione
dell'economia ed un aumento di potere dei lavoratori attraverso
l'acquisizione di quote di possesso delle aziende.
4. Il bisogno di finanziare la transizione costituì
un potente stimolo alla riduzione degli sprechi nelle spese
statali. Prima della riforma, il governo creò volutamente
un'eccedenza di bilancio, e per molti anni a seguire il ministro
del tesoro poté legittimamente utilizzare il bisogno
di "finanziare la transizione" come potente argomento
per contenere le costanti pressioni ad aumentare la spesa
statale, provenienti da ogni lato.
5. L'aumento di crescita economica generato dal sistema CPP
incrementò notevolmente le entrate fiscali, specialmente
quelle provenienti dalla tassa sul valore aggiunto; ed in
questi ultimi anni, ciò ha permesso al Cile di avere
persino delle eccedenze di bilancio.
I Risultati
Dal momento in cui il sistema cominciò ad operare,
1 Maggio 1981, il rendimento reale medio sugli investimenti
è stato del 10% annuo (durante questi 26 anni). Com'è
naturale, il rendimento annuale ha avuto delle oscillazioni
intrinseche al libero mercato - oscillazioni andanti dal meno
3% al più 30% in termini reali - tuttavia quello fondamentale
è il rendimento medio calcolato sulla vita lavorativa
di un individuo (diciamo 40-45 anni) oppure, se un individuo
sceglie l'opzione di prelievo prestabilito, sull'intera vita
lavorativa con in aggiunta quella da pensionato (diciamo 55-60
anni).
I benefici pensionistici nel sistema CPP (con una percentuale
obbligatoria di risparmio del solo 10%) sono stati significativamente
più alti che nel vecchio sistema amministrato dallo
stato, il quale richiedeva una trattenuta sullo stipendio
molto più alta. Secondo uno studio, dopo 15 anni di
operazione del sistema, il pensionato AFP medio stava ricevendo
un beneficio pensionistico pari al 78% del suo stipendio annuo
medio dei precedenti 10 anni di vita lavorativa. Al momento
di andare in pensione, un lavoratore può prelevare
in blocco unico i "risparmi in eccesso" (al di sopra
della soglia del 70% dello stipendio). Se anche questo denaro
venisse compreso nel calcolare il valore del beneficio pensionistico,
il valore totale si avvicinerebbe all' 84% dello stipendio
lavorativo. Anche coloro che godono di benefici pensionistici
d'invalidità ricevono, in media, 70% del loro stipendio
lavorativo.5
I fondi pensionistici hanno già accumulato un fondo
d'investimento equivalente a 80% del Prodotto Nazionale Lordo
(PNL), ed alcuni esperti prevedono che questa percentuale
crescerà sino a 100% del PNL quando il sistema raggiungerà
la completa maturità. Questo capitale d'investimento
a lungo termine non solo ha aiutato a finanziare la crescita
economica ma ha anche spronato uno sviluppo verso l'efficienza
sia delle istituzioni finanziarie che dei mercati. La decisione
di creare per primo il sistema CPP, e solo poi in un secondo
tempo di privatizzare le grandi aziende possedute dallo stato,
ha avuto come risultato una "sequenza virtuosa".
Tale decisione ha dato ai lavoratori la possibilità
di beneficiare immensamente dall'enorme incremento di produttività
delle aziende privatizzate, permettendo loro di catturare
una grossa fetta della ricchezza creata dal processo di privatizzazione
grazie all'aumento del valore delle azioni che ha così
aumentato il rendimento dei loro CPP.
Uno dei risultati chiave del nuovo sistema è stato,
pertanto, di aumentare la produttività del capitale
e quindi il tasso di crescita economica dell'economia Cilena.
Le vaste risorse amministrate dalle AFP hanno incoraggiato
la creazione di nuovi tipi di strumenti finanziari ed hanno
allo stesso tempo portato al miglioramento di altri strumenti
già in esistenza ma non completamente sviluppati. La
creazione di un'industria nazionale di valutazione-rischi
ed un miglioramento nell'amministrazione a livello direttivo
delle aziende sono stati un altro dei contributi della riforma
pensionistica Cilena al sano funzionamento del mercato del
capitale ed alla sua trasparenza. (Le AFP nominano direttori
esterni indipendenti, nelle aziende in cui possiedono azioni,
potendo così frantumare il clima di presunzione ed
eccessiva sicurezza presente alle riunioni dei consigli direttivi).
Il nuovo sistema pensionistico ha dato un contributo significativo
alla riduzione della povertà grazie all'aumento sia
del valore che della certezza dei benefici pensionistici di
vecchiaia, dei sopravvissuti, e di invalidità; grazie
all'effetto indiretto ma molto potente di promuovere la crescita
economica e l'occupazione; ed attraverso l'eliminazione dell'ingiustizia
causata dal vecchio sistema. Secondo un'opinione comunemente
accettata, i sistemi paga-come-vai ridistribuiscono il denaro
dagli individui ricchi a quelli poveri. Tuttavia, se vengono
prese in considerazione certe specifiche caratteristiche salariali
dei lavoratori ed il modus operandi del sistema politico,
questi sistemi generalmente ridistribuiscono il denaro verso
i gruppi di lavoratori più potenti, i quali non sono
certamente né i più vulnerabili e neppure i
più poveri.
In Cile, la questione delle pensioni ha smesso di essere
al centro dell'attenzione e degli sforzi del governo, depoliticizzando
pertanto un immenso settore dell'economia e dando agli individui
maggior controllo sulla propria vita.6
Non è da stupirsi che il sistema CPP sia sopravvissuto
intatto a quattro governi del centro-sinistra negli ultimi
16 anni, dato che esso è diventato veramente il "pilastro
intoccabile" dell'economia Cilena. Non solo la sua struttura
è stata lasciata inalterata, bensì grazie a
dei perfezionamenti tecnici esso è stato migliorato
- permettendo, per esempio, una maggior competizione nella
amministrazione dei risparmi pensionistici volontari ed ampliando
da uno a cinque la scelta dei fondi.
Quando il sistema CPP venne inaugurato nel Maggio 1981, già
entro il suo primo mese di funzionamento ben un-quarto della
forza lavoro avente i requisiti necessari si iscrisse ad esso,
ed oggi il 95% dei lavoratori Cileni (coperti da un sistema
pensionistico) appartengono al sistema CPP. Quando venne data
loro la possibilità di scegliere, la stragrande maggioranza
dei lavoratori Cileni votò col proprio denaro a favore
di un sistema pensionistico basato sul libero mercato.
Per i Cileni, il proprio CPP rappresenta ora un diritto di
proprietà reale e visibile - anzi, esso è la
fonte primaria di certezza per la pensione, ed il bene principale
del tipico lavoratore Cileno non consiste nella propria auto
usata e neppure nella propria piccola casa (probabilmente
ancora ipotecata) ma nel capitale contenuto nel proprio CPP.
Il nuovo sistema pensionistico ha dato a ciascun Cileno una
quota personale dell'economia nazionale. Il tipico lavoratore
Cileno non prova più indifferenza al comportamento
del mercato azionario o dei tassi d'interesse. Egli sa che
una cattiva politica economica può danneggiare i suoi
benefici pensionistici. Quando i lavoratori si sentono loro
stessi proprietari di una parte dei beni della nazione, non
per mezzo di capi di partito od attraverso un Politburo, essi
sono molto più attaccati agli ideali di libero mercato
e di libera società.
La stragrande maggioranza dei lavoratori Cileni che scelsero
di aderire al nuovo sistema decise di volontà propria
di abbandonare il sistema statale - ciò sebbene alcuni
dei capi dei sindacati nazionali e la maggioranza della classe
politica consigliassero loro di non farlo. Ho sempre creduto
che il comune lavoratore abbia un profondo interesse e presti
molta attenzione a quelle questioni che sono strettamente
connesse alla propria vita - come ad esempio previdenza sociale,
educazione, e sanità - e che quando prende una decisione
egli lo faccia per il bene della propria famiglia, e non secondo
le proprie simpatie politiche od ideologie collettiviste.
La lezione fondamentale scaturente dall'esperienza Cilena
è che le uniche rivoluzioni che hanno successo sono
quelle che hanno fiducia nell'individuo e nei prodigi che
gli individui possono compiere quando essi possiedono la libertà.
Epilogo
Perché in Cile per primo? Qual'era il contesto politico?
Come siete riuscito a farcela? Invariabilmente, queste sono
le prime domande che mi vengono poste ogniqualvolta, nei miei
viaggi per il mondo, mi viene chiesto di descrivere la riforma
della previdenza sociale in Cile. Permettetemi quindi di rispondere
brevemente a queste domande.
Tutto ebbe inizio nel 1956 quando la facoltà di scienze
economiche dell'Università Cattolica del Cile firmò
un accordo di co-operazione di tre anni con il dipartimento
di economia dell'Università di Chicago. L'accordo venne
rinnovato due volte, per un totale di nove anni. Lo straordinario
trasferimento di idee che seguì, creò la miglior
facoltà di economia nell'America Latina. Negli anni
'60, centinaia di studenti compreso il sottoscritto appresero
rigorosi concetti di economia e vennero a conoscenza di concetti
di politica pubblica basati sulla libertà individuale
e sull'impresa privata.
Ben presto si venne creare una "massa critica"
di economisti con ideali di libero mercato, ed aventi diagnosi
comune riguardo ai problemi economici della nazione e vedute
simili in merito alle soluzioni necessarie. Siccome ogni idea
crea delle conseguenze, questo gruppo cominciò ad influenzare
il dibattito pubblico ed iniziò ad essere conosciuto
come i "ragazzi di Chicago". Quando ottenni
la mia laurea in economia in Cile nel 1970 decisi che, dopo
quattro anni di studio intenso e gratificante in una facoltà
che dal punto di vista intellettuale era una "succursale
completa" dell'Università di Chicago, sarebbe
stato per me un arricchimento il recarmi in un'altra università
per compiere i miei studi di dottorato. Così, rompendo
con la tradizione, mi iscrissi all'Università di Harvard
per un Master (M.A.) ed un Dottorato di ricerca (Ph.D.) in
economia. Anni dopo, quando ero già ministro, alcuni
giornali cominciarono a chiamarmi non più "ragazzo
di Chicago" bensì "uomo di Harvard".
Sono veramente orgoglioso di essere entrambi.
Nei miei quattro anni a Cambridge (Massachusetts), non solo
approfondii la mia conoscenza dell'economia e di altre scienze
sociali, ma mi immersi nel rinvigorente clima di libertà
della società Americana. Alla ricerca delle cause fondamentali
del successo dell'America, divenni un appassionato ammiratore
dei Padri Fondatori e dei due loro grandi lasciti al mondo
intero: la Dichiarazione d'Indipendenza e la Costituzione
degli Stati Uniti. Trovai anche profonda ispirazione nei lavori
di alcuni pensatori sulla libertà come John Locke,
Adam Smith, Frederic Bastiat, Friedrich Hayek, Karl Popper,
Ludwig von Mises, e Milton Friedman (nel cui libro del 1962,
"Capitalismo e Libertà", lessi per la prima
volta riguardo l'idea di privatizzare la previdenza sociale).
Durante quegli anni, mi convinsi che solo delle riforme economiche
e politiche radicali, basate sulla libertà individuale,
avrebbero potuto strappare il mio paese dalla povertà
e da tutte le forme di oppressione.
Nel frattempo, la presa di potere comunista a Cuba nel 1959
e gli sforzi di quel governo tendenti a creare, usando le
parole di Che Guevara, "molteplici Vietnam" nell'America
Latina, portarono alla fine al crollo della democrazia in
Cile. Poco dopo, il nuovo governo militare decise di invitare
alcuni dei "ragazzi di Chicago" ad aiutare a ricostruire
l'economia distrutta ed ebbe così inizio in Cile la
vera rivoluzione: uno spostamento radicale, totale ed ininterrotto
verso il libero mercato. Questa "Rivoluzione Cilena"
raddoppiò il tasso storico di crescita economica del
Cile (fino ad un valore medio del 7 percento annuo dal 1984
al 1998), ridusse drasticamente la percentuale di individui
viventi in povertà, e mise in moto quelle forze che
condussero alla democrazia liberale ed alla supremazia della
legge.
Verso la fine del 1974, mi trovavo dinnanzi ad una scelta
difficile: rimanere a Boston assaporando la piacevole vita
accademica che amavo così tanto o tornare in patria
ad aiutare a fondare un nuovo paese dalle ceneri di quello
vecchio. Quando tornai a casa, sapevo che il cammino davanti
a me sarebbe stato pieno di pericoli e di rischi. Quasi immediatamente,
mi impegnai molto attivamente nel promuovere in dibattiti
pubblici gli ideali di libertà economica, sociale e
politica. Due anni più tardi, nel 1977, feci un discorso
in cui descrivevo un possibile futuro scenario per il paese
nel caso che decidessimo di buttarci verso la libertà
economica. Il giorno dopo, venni invitato dal presidente,
che io non avevo mai incontrato prima d'allora, a ripetere
il discorso dinnanzi a lui ed all'intero governo, e nel Dicembre
1978, divenni ministro del lavoro e della previdenza sociale
in Cile con due grandi obiettivi: creare un nuovo sistema
pensionistico e riformare la legge sul lavoro - rigida e contro
l'occupazione - del mio paese.(7)
Le mie idee in merito alla riforma delle pensioni erano allora
parte di una visione complessiva sul libero mercato e su una
libera società in Cile. Al ministero, misi insieme
un'eccellente squadra che mi aiutasse a progettare non solo
il nuovo sistema ma anche una strategia di transizione. Per
decine d'anni in Cile, coloro che avevano cercato di riformare
la previdenza sociale avevano fallito, a causa del fatto che
i loro piani erano di parte e difettosi. Decisi che avremmo
dovuto "prendere il toro per le corna". Il mio motto
era che avevamo bisogno di una "riforma radicale da
eseguirsi cautamente". Mi ricordo l'aver spesso ripetuto
alla mia squadra che non esiste niente di più soddisfacente
nella vita che il fare qualcosa che altri ritengono impossibile.
Eravamo uniti dalla nostra fede nel potere delle idee e dal
convincimento che potevamo apportare dei cambiamenti significativi
alla vita di milioni di lavoratori Cileni.
Durante i miei due anni al ministero, suddivisi la mia settimana
lavorativa di sette giorni in parti eguali tra un incessante
lavoro con la mia squadra, perfezionando ogni minimo dettaglio
del progetto di riforma, e tra lo spiegare alla gente i pregi
e le ragioni di quelle idee. Ebbi, in tutto il paese, una
quantità innumerevole di incontri con i lavoratori;
ed intrapresi delle spiegazioni televisive sulla riforma,
per tre minuti ogni settimana, all'interno di uno dei notiziari
televisi trasmesso in orario di massimo ascolto. Queste apparizioni
televisive, tese a promuovere la riforma con parole molto
semplici ed oneste, furono cruciali nel far conoscere ed apprezzare
la riforma pensionistica ai lavoratori del paese.
Permettetemi di portarvi a conoscenza di due aneddoti istruttivi,
riguardanti le tentazioni a cui un riformatore si trova esposto
ed alle quali egli non deve cedere. Ad un certo momento, apparve
molto probabile che la riforma sarebbe stata finalmente approvata,
dato che l'idea stava raccogliendo consensi ovunque. Tuttavia,
alcuni gruppi d'individui fortemente interessati per fini
propri a promuovere un particolare punto di vista od a mantenere
la situazione attuale ritennero di poter strappare alcune
"concessioni dell'ultima ora". Un giorno, ricevetti
la richiesta di partecipare, da solo ed a porte chiuse, ad
un incontro con i maggiori capi sindacali del paese. Dopo
un cordiale giro di saluti, il loro portavoce spiegò
che, sebbene fossero ideologicamente contrari alla riforma,
si rendevano conto che probabilmente essa sarebbe stata approvata.
"Siamo venuti a farvi presente che, in un futuro,
il nostro sostegno potrebbe esservi vantaggioso. Dopo tutto,
voi siete un giovane di 30 anni, forse con una promettente
carriera politica dinnanzi a voi. ... ... Quindi, siamo pronti
a darvi immediatamente il nostro sostegno pubblico, a condizione
che voi vi dimostriate ragionevole e modifichiate un singolo
dettaglio nel vostro progetto: invece di dare al lavoratore
il diritto di scegliere chi amministrerà il suo conto
individuale, tale decisione dovrà venir presa esclusivamente
dal direttivo del sindacato al quale il lavoratore appartiene."
Egli continuò: "I lavoratori, Sig. Ministro,
non sono in grado di poter prendere una decisione di tal genere.
Se riusciamo a raggiungere un accordo in merito a questo punto,
noi saremo veramente felici di essere a vostra disposizione
in futuro."
Confesso di essere rimasto sorpreso, non solo dalla sfacciataggine
dell'offerta, ma anche dal disprezzo - del tipo "Dei
dell'Olimpo" - che essi dimostrarono avere per la libertà
e dignità dei lavoratori. Nel formulare una risposta,
decisi di usare un tono umoristico. "Sfortunatamente,
non potrò accettare l'offerta che voi siete venuti
a presentarmi dato che mi preoccupo di salvarvi l'anima."
"Cosa significa ciò, per Dio?" gridarono
parecchi di loro all'unisuono. "È proprio come
avete appena udito, Signori. Come tutti ben sappiamo, la dirigenza
dei sindacati nel nostro paese è sem-pre stata altamente
politicizzata, ma non è corrotta. Se la scelta dell'amministratore
dei conti pensionistici viene presa da un capo di sindacato
- piuttosto che essere una decisione presa dal singolo lavoratore
- voi dirigenti sareste sottoposti a pressioni tali che vi
sarebbe difficile mantenere la vostra integrità. Gli
amministratori dei fondi pensionistici, fortemente interessati
ad ottenere l'incarico di amministrare i risparmi di grossi
gruppi, troverebbero molto meno costoso il corrompere i dirigenti
sindacali piuttosto che competere tra di loro sul libero mercato
offrendo rendimenti più alti o commissioni più
basse. Non posso accettare ciò, perché tale
situazione darebbe adito a tentazioni che nessuno di voi vorrebbe
trovarsi a fronteggiare." Dopo tali parole, nessuno
alzò più la voce. L'incontro venne quietamente
aggiornato, sebbene in maniera molto meno cordiale di come
esso fosse iniziato.
La visita successiva fu da parte dei presidenti delle più
potenti banche in Cile. Mi dissero che essi sostenevano appieno
il concetto dei conti privati pensionistici individuali, tuttavia
essi desideravano che il sistema venisse amministrato solo
dalle banche. Ed uno dei direttori, persino, argomentò
appassionatamente contro il permettere ad istituzioni finanziarie
"straniere" di amministrare i risparmi pensionistici
dei lavoratori. Riflettei attentamente sui loro argomenti,
come avevo fatto in precedenza con quelli dei capi dei sindacati,
tuttavia rigettai completamente il loro punto di vista. Per
poter ricevere un buon servizio è fondamentale esista
competizione. Ed era per me inaccettabile il limitare le possibilità
di scelta dei lavoratori, al fine di concedere ai finanzieri
Cileni una posizione di monopolio sull'amministrazione del
sistema. Mi rendevo conto che mi stavo creando dei nemici,
tuttavia non esiste niente di più pericoloso che il
diluire la coerenza di una riforma per soddisfare coloro che
sono fortemente interessati per fini propri a promuovere un
particolare punto di vista. Non sarebbe soltanto disonestà
morale ed intellettuale, ma anche una politica veramente pessima.
Questi due incontri mi fecero venire a mente le parole di
Thomas Jefferson, parole che erano rimaste scolpite nella
mia mente e nel mio cuore sin dal primo momento in cui le
lessi: "Ogniqualvolta un individuo getta un occhio
desideroso su una carica pubblica, il marciume ha inizio nel
suo comportamento." In questa frase, le parole chiave
sono "un occhio desideroso", per mezzo delle
quali Jefferson fece una distinzione tra il ruolo necessario
degli individui aventi una carica pubblica ed il desiderio
illegittimo di occupare una carica pubblica per fini personali.
Infatti, una Repubblica ha bisogno di patrioti pronti a sacrificarsi
in un incarico pubblico lavorando duramente, onestamente e
sinceramente alla ricerca del bene comune. Una Repubblica
è marcia, tuttavia, quando gli individui usano una
carica pubblica per soddisfare la propria sete di potere,
denaro o gloria, oppure per favorire parenti, amici o colleghi
di partito. Questo Padre Fondatore dell'America si rese conto
che è necessario ci siano dei veri condottieri - dei
condottieri che siano pronti cioè a porre il bene comune
innanzi a qualsiasi altra cosa - affinché una repubblica
possa sopravvivere e prosperare. E con questa frase, egli
indicò chiaramente la differenza esistente tra questo
tipo di condottieri ed individui intenti alla semplice ricerca
del potere, cosa quest'ultima che è la maledizione
di gran parte della politica dei giorni nostri.
Il 4 Novembre 1980, la riforma fu finalmente approvata. La
legge concedeva alle compagnie amministratrici dei fondi pensionistici
sei mesi di tempo per dare inizio alle operazioni, cosa che
avrebbe posto il 4 Maggio come data d'avvio. Un'idea mi colpì
all'improvviso: spostare la data di inaugurazione all' 1 Maggio,
giorno internazionale della Festa del Lavoro. È una
data che storicamente ha avuto un significato speciale per
i lavoratori ma che è stata trasformata, purtroppo,
in un'occasione per protestare; proteste alimentate dalla
retorica della lotta di classe. Nel futuro del Cile, io vedevo
quel giorno come giornata di celebrazione di una riforma che
aveva dato libertà e dignità ai lavoratori della
nostra nazione.
Ricevuta l'approvazione di questa rettifica minore, mi affrettai
verso il mio ufficio per condividere le buone notizie con
il resto della squadra. Nel mezzo delle celebrazioni, si udì
una voce al di sopra del chiasso: "Ce l'abbiamo fatta.
Abbiamo preso il toro per le corna. Viva il Cile!"
Quella sera arrivai a casa molto tardi. Ero estremamente
felice ma completamente esausto. Per rilassarmi, accesi il
televisore sul canale delle notizie. Stavano dando la notizia
fresca di stampa che Ronald Reagan era appena stato eletto
presidente degli Stati Uniti. Nel sonno quella notte, i miei
sogni erano pieni di speranza per il Cile e per il mondo.
APPENDICE
(Discorso d'introduzione tenuto al pranzo annuale della
Camera di Commercio Nord-Americana, New York, Febbraio 2004,
dall'economista José Luis Daza nel presentare ai partecipanti
José Piñera - oratore principale all'evento).
José Piñera, un combattente per la libertà
Non è la prima volta che io presento José; nelle
occasioni precedenti ciò ha generalmente comportato
un enorme sforzo seguito poi da una grande soddisfazione.
Per poter convincere questo individuo a partecipare ai convegni
da me organizzati, ho dovuto inseguirlo per tutto il mondo.
Fortunatamente, questa volta la Camera di Commercio si è
assunta l'onere di convincerlo a tenere il discorso questa
sera, ed a me rimane la soddisfazione.
Come al solito, la prospettiva di ascoltare il discorso di
José provoca in me un enorme entusiasmo dato che, ogni
singola volta che mi son trovato con lui, o che ho ascoltato
uno dei suoi discorsi oppure letto uno dei suoi scritti, ho
sempre appreso qualcosa di nuovo. Come dissi un anno fa, quando
la Camera di Commercio gentilmente mi invitò ad essere
l'oratore principale, José ha profondamente influenzato
il mio modo di pensare.
Credo che la maggioranza di noi, quando si è giovani,
sogni di poter avere l'opportunità di lasciare una
propria impronta positiva sulla società, tutti noi
sognamo di aver la possibilità di rendere il mondo
un luogo migliore. Alcuni individui raggiungono questo obiettivo
per mezzo di idee, altri per mezzo delle loro azioni nell'ambito
dell'arena politica, ed altri ancora per mezzo dell'influenza
da loro esercitata nelle loro interazioni quotidiane con altri
individui.
Ebbene, José ha avuto un impatto sul mondo per mezzo
di ognuna di queste vie. Ma oggi, io vorrei porre in risalto
quello che è stato forse il suo più grande contributo;
qualcosa che non è stato menzionato sufficientemente:
il suo contributo alla democrazia, il suo contributo alla
libertà.
Certamente, voi tutti siete a conoscenza del ruolo da lui
avuto come "padre" del sistema di fondi pensionistici
Cileno, sistema che ha avuto un successo spettacolare; del
suo ruolo come autore del codice minerario, codice che sin
dai primi anni '80 portò ad un aumento quadruplo della
produzione Cilena di rame (a proposito, gran parte di questo
aumento è stato ottenuto dal settore privato). Ed infine,
del suo ruolo nel riformare il mercato del lavoro.
E certamente siete a conoscenza del suo ruolo come consigliere
di vari governi in tutto il mondo, dagli USA alla Russia,
dalla Cina al Messico, etc, etc.
Sfortunatamente, non sempre i suoi consigli sono stati seguiti.
Rammento un episodio avvenuto nel Settembre 2001, appena tre
mesi prima del massiccio crollo finanziario dell'Argentina.
Il ministro delle finanze Domingo Cavallo stava tenendo un
discorso, a Bariloche, dinnanzi ad un gruppo di circa 200
investitori. Egli si accorse d'improvviso che José
era presente tra il pubblico. Il ministro smise di leggere,
alzò gli occhi e disse: "Vedo José Piñera
tra il pubblico: José, se solo avessimo seguito i tuoi
consigli ora non ci troveremmo in questo pasticcio".
Abbassò gli occhi e continuò a leggere; tutti
noi sappiamo come andò a finire quella storia.
Tuttavia, questa sera vorrei dare un riconoscimento agli
sforzi compiuti da José su un fronte che non viene
menzionato sufficientemente. Parlo del ruolo da lui avuto
nell'aiutare a gettar le basi di una democrazia, solida e
stabile, in Cile.
Lo scorso anno dissi che è mia convinzione che, fin
dalla sua fondazione, l'evoluzione dell'America Latina abbia
avuto come risultato un universo perverso, un equilibrio politico
ed economico perverso, nel quale delle istituzioni progettate
male ed una cattiva politica economica hanno avuto delle conseguenze
economiche pessime, le quali hanno creato a loro volta le
condizioni giuste per una demagogia populista, la quale ha
portato a sua volta a risultati economici pessimi, e così
via in un continuo circolo vizioso.
Menzionai anche che il Cile fu l'unica nazione, in questa
regione, capace di fuggire da questo equilibrio perverso e
di portarsi verso un nuovo equilibrio politico ed economico,
virtuoso. Le scosse negative che hanno colpito l'economia
ed il sistema politico Cileni, in questi ultimi anni, hanno
provocato una reazione positiva e benevola da parte delle
personalità chiave, e la democrazia in Cile ne è
uscita rafforzata. Non vi è alcun dubbio che il merito
di tale reazione debba essere attribuito a degli individui,
tuttavia non vi è neanche il dubbio che gli incentivi
indicanti il percorso corretto da seguirsi fossero già
in posizione.
Io credo onestamente che il seme responsabile per questa
reazione positiva e benevola venne gettato negli ultimi anni
'70 e negli anni '80 da parte di un gruppo di idealisti; costoro
misero in atto delle riforme rivoluzionarie che portarono
alla creazione di quelle istituzioni che sono essenziali per
la democrazia.
Il loro obiettivo ultimo consisteva nel promuovere, in ogni
campo, la libertà individuale. José fu, in ogni
momento, uno strenuo difensore della libertà di stampa
e dei diritti umani. José fu uno di quegli individui
che ricoprì un ruolo cruciale nel creare le istituzioni
che sono alla base della miglior democrazia, funzionante,
nella storia del Cile.
Quindi José, mentre tutti ti ammirano per il ruolo
da te avuto nell'economia, io desidero ringraziarti per il
ruolo da te avuto nell'aiutare a rendere il Cile una delle
poche, se non l'unica, democrazia stabile e funzionante dell'America
Latina.
Note al Testo Principale:
1. Questa percentuale obbligatoria viene applicata solo ai
primi 15,000 dollari dello stipendio annuo. Pertanto, con
l'aumento dei salari dovuto alla crescita economica, la quota
di "risparmio obbligatorio" del sistema - presa
come percentuale di stipendio totale del lavoratore - diminuisce.
È da notare che questo limite massimo, che nella legge
è espresso in pesos indicizzati all'inflazione, non
è stato toccato in 26 anni da quattro diversi governi.
2. Per informazioni statistiche complete in merito ai 26 anni
del sistema, visitare il sito internet della Sovrintendenza
alle AFP, www.safp.cl
3. Agli appartenenti alle forze armate ed alla polizia nazionale
non fu offerta la possibilità di staccarsi dal sistema.
Da allora, il disavanzo del loro sistema paga-come-vai ha
raggiunto livelli insostenibili. Nella riforma pensionistica
originaria erano compresi anche loro, tuttavia il relativo
articolo fu rigettato dal Ministero della Difesa con il pretesto
che per legge era loro prerogativa il poter inserire tali
variazioni.
4. Banca Mondiale, Averting the Old Age Crisis (New York:
Oxford University Press, 1994), pag. 268.
5. Sergio Baeza, Quince Anos Después: Una Mirada al
Sistema Privado de Pensiones (Santiago: Centro de Estudios
Publicos, 1995).
6. Per ulteriori informazioni consultare L. Jacobo Rodriguez,
"Chile's Private Pension System at 18: Its Current State
and Future Challenges", Cato Institute - Social Security
Choice, Paper no. 17, 30 Luglio 1999.
7. La riforma del lavoro venne approvata nel 1979, e la storia
completa è contenuta nel mio libro, La Revolucion Laboral
en Chile (Santiago: Zig Zag, 1990). Ho descritto gli avvenimenti
riguardanti la riforma della previdenza sociale nel libro
El Cascabel al Gato (Santiago: Zig Zag, 1991). Gli aneddoti
relativi gli incontri avuti con i capi dei sindacati e con
i presidenti delle banche furono pubblicati in questo secondo
libro.
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